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L’EVENTO by Daniele Bologna
Rapporto UPA 2011
Una  questione di linguaggio


Di fronte a una folta platea di imprenditori, esponenti dei mezzi di comunicazione e agenzie di pubblicità e centri media, si è svolta a Milano l’annuale assemblea di Upa (Utenti Pubblicità Associati), nel corso della quale è stato affrontato un tema particolarmente centrale nelle strategie di comunicazione delle aziende, vale a dire il tema del linguaggio.



Ha aperto i lavori il presidente dell’organismo associativo, Lorenzo Sassoli de Bianchi, che ha utilizzato la metafora dell’alfabeto per parlare dell’importanza dei nuovi linguaggi a fronte della complessità nella quale oggi ci muoviamo.
Sassoli ha voluto proporre una sorta di “alfabeto per fare un salto nella modernità”, di fronte allo “stallo dinamico” in cui oggi si trova il mondo della pubblicità. Lo stallo nei numeri degli investimenti e il dinamismo dei grandi cambiamenti in corso.
Le lettere di questo alfabeto programmatico sono quattro. Per partire, la F di frammentazione, per prendere atto della realtà in cui viviamo, fatta di articolazioni progressivamente sempre più frammentate di ascolti, di consumatori, di prodotti, di tempi di vita. La “galassia Gutemberg”, di cui siamo tutti culturalmente figli, sta lasciando lentamente il posto alla “galassia Zuckerberg”, della quale i nostri figli sono già quotidiani abitatori. «Non abbiamo altra scelta che rimettere in movimento i contenuti - ha sostenuto il presidente Sassoli - e ciò vale per le nostre aziende come per tutto il sistema dei media». La frammentazione può essere un’interessante opportunità di reinvenzione del marketing, purché non sia dettata dall’elemento disgregatore dell’indifferenza. «Per chi investe in pubblicità l’indifferenza è il più temibile dei nemici», ha sottolineato Sassoli, proponendo, in termini di linguaggio, la narrazione come strumento per la costruzione dell’identità e unica risposta possibile alla frammentazione.
Poi, la A di autonomia, perché è la caratteristica più appariscente delle audience moderne, e le tecnologie mediali oggi disponibili non fanno altro che allargare i confini dell’autonomia di scelta da parte delle persone in riferimento ai tempi, ai modi, ai luoghi con cui relazionarsi con tutti i media oggi a disposizione. Sul piano dell’informazione, tuttavia, ciò può costituire un serio problema di attendibilità delle fonti informative. Ed è per questo che la professionalità è irrinunciabile per un’informazione autorevole, come ha sostenuto lo stesso Sassoli. Un’altra lettera fondamentale è la U di ubiquità, perché oggi le audience e i consumatori, per via della frammentazione e dell’autonomia, possono essere ovunque, e ciò costituisce la nuova frontiera delle ricerche. Ovunque sia - è stato ribadito - il consumatore andrebbe riportato al centro.
E, infine, la M di modernità, per uscire dallo stallo in cui ci troviamo. Una strada possibile viene indicata nel potenziamento della cosiddetta “banda larga, l’infrastruttura più leggera, economica e rapida da realizzare”, e in un “coraggioso” intervento sull’Articolo 21 della Costituzione che preveda un uguale diritto di accesso alla rete e la tutela della proprietà intellettuale. Inoltre - è stato aggiunto - data la sua centralità nel sistema dei media, la modernizzazione del Paese passa anche attraverso il futuro di una Rai in cui si possano coniugare logiche commerciali con legittime ambizioni di crescita civile.

 
 
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