La vera natura del CRM
CRM
e social sono, apparentemente, due termini contradditori. Il CRM nasce
come un sistema chiuso. Nella pratica, un modo in cui azienda e
consumatore interagiscono, in maniera “solitaria”, come una
volta si diceva one to one.

L’azienda,
infatti, nel tradizionale modello di CRM dice qualcosa di rilevante ai
propri interlocutori. I quale, a loro volta, fanno la stessa cosa. Ma
ciò che contraddistingue questo scambio è, in
realtà, la sua natura privata. La chiamata verso un call center,
ad esempio, avviene tramite sistemi che sono stati messi a
disposizione e che sono riservati. Si tratta di piattaforme costruite
dall’azienda per i propri fini commerciali. Le attività
“social” hanno una natura differente. I cosiddetti
“social media”, infatti, riguardano connessioni per lo
più tra amici e parenti; e vivono attraverso standard che hanno
delle limitazioni ma che sono condivisi e aperti. Il senso dello
“stare” su Facebook o su Ortaku è, in ultima
sintesi, da inquadrare nella voglia di costruire un proprio universo
relazionale. Questa semplice distinzione, alla fine, non lascerebbe
scampo. Nonostante l’enorme sviluppo delle piattaforme
“social”, il loro ambiente sarebbe - almeno da questo punto
di vista - sistematicamente estraneo non solo al mondo del CRM, ma
ancor più a quello della comunicazione commerciale. Però,
per confutare questa affermazione si possono citare molte eccezioni. In
effetti, svariate brand hanno dimostrato che, viceversa, inserirsi
nelle conversazioni degli utenti, ascoltarle e sviluppare una
comunicazione di successo, è del tutto possibile. Esempi in
questa direzione, certo, se ne trovano tanti, ma poiché,
più in profondità, il marketing è anche, per non
dire soprattutto, misurazione e ritorno sull’investimento, sorge
necessariamente un quesito: ma qual è il ROI da derivare dalla
messa in atto di una serie di conversazioni? Laddove il potere passa,
in maniera incontrovertibile, al consumatore, è ancora possibile
esercitare pianificazione e controllo? Se queste sono le
perplessità, anche alcuni vantaggi risultano chiari. In prima
battuta, il dialogo via “social” può procurare
vendite tramite social commerce. E nel contempo una serie di risparmi
sul fronte del costo degli investimenti dedicati al customer care
oppure alle ricerche di mercato. E ancora di più, il
“social networking” consente una rapida distribuzione
virale di contenuti, per di più sponsorizzati da persone
influenti, capaci di dare vigore alle posizioni delle aziende.
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