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  MIA / L'INTREVISTA  

 
L’INTERVISTA by Matteo Vitali

A tu per tu con Paul Greenberg

Il suo libro, “CRM at the Speed of Light: Essential Customer Strategies for the 21st Century”, ormai giunto alla terza edizione e tradotto in ben otto lingue, è stato anche definito “la Bibbia del nuovo mercato della CRM”. Con grande gentilezza, Paul Greenberg si è fatto raggiungere da MIA e all’autore abbiamo chiesto cosa si intende oggi per “Customer Relationship Management” e come questa disciplina, ormai “social” al pari di (quasi) tutti i canali di comunicazione, si può inserire con efficacia nelle strategie di marketing di un’azienda.


Dottor Greenberg, qual è la sua definizione di CRM?
La CRM ha vissuto una significativa evoluzione negli ultimi cinque anni. In sostanza, si è passati dalla definizione tradizionale di gestione della relazione con il cliente basata principalmente su un programma funzionale e di analisi transazionale, a una definizione più complessa che ruota intorno a una strategia di coinvolgimento dell’utente. Alle competenze e attività tradizionali si sono aggiunti i tanti stimoli derivanti dall’apertura dei canali “social” e la possibilità di conoscere molto più approfonditamente il cliente grazie a una serie di informazioni molto più facilmente raggiungibili. Detto questo, andando indietro nel tempo, la mia definizione di CRM risalente al 2003 recitava più meno così: la CRM è insieme una filosofia e una strategia di business, supportata da sistemi tecnologici, finalizzata all’aumento delle interazioni umane coerenti con un contesto di sviluppo economico. La mia nuova definizione di Social CRM, invece, è questa: la CRM è insieme una filosofia e una strategia di business, supportata da tecnologie, piattaforme, regole economiche, piani di lavoro, fattori sociali, finalizzata al coinvolgimento del consumatore in una conversazione collaborativa utile a fornire benefici e valori condivisi nel contesto di uno sviluppo economico basato su trasparenza e fiducia.

Quali sono gli elementi di novità nella CRM di oggi?
La principale novità consiste nel fatto che oggi la CRM è intesa come una strategia, e anche tecnologia, finalizzata a coinvolgere i consumatori, a creare “fan” e sostenitori. L’utilizzo di strumenti e canali sociali come Twitter e Facebook, oltre alla creazione di community, sono funzioni integrate con le tradizionali attività di CRM. A questo segue una sempre maggiore attenzione verso la “mobile CRM” e verso sistemi di analisi e approfondimento focalizzati sul cliente. La cosa più importante, infine, è che a livello tattico non ci si può più limitare a rispondere ai consumatori attraverso i canali tramite cui ci hanno contattato, per esempio Twitter, ma piuttosto bisogna riuscire a entrare in possesso dei dati strutturati e di altra natura, utili per conoscere i bisogni e le esigenze personalizzate di ogni singolo consumatore. Ci si chiede se questo significa abbandonare del tutto la comunicazione di massa e io dico no. Significa, invece, discutere e comunicare contemporaneamente in molti luoghi diversi.

Come si integra la CRM nelle strategie di comunicazione di un’azienda? Qual è il suo ruolo nel nuovo sistema?
La CRM si integra nelle strategie di comunicazione esattamente come accade per tutte le altre attività di networking e di interazione con i clienti. Il suo contributo può essere, ad esempio, la comprensione di ciò che i clienti stanno “dicendo” a proposito del brand, o il monitoraggio dei social media attraverso strumenti come Radian6, in modo da poter poi ideare le campagne pubblicitarie sulla base di feedback reali. Gli strumenti sociali sono oggi presi in grandissima considerazione nel momento in cui si deve elaborare una nuova strategia di comunicazione con i clienti, proprio come accadeva prima per strumenti tradizionali come mail e contatti telefonici.

Quali sono gli errori più comune nel campo CRM?
Esiste un errore ricorrente, ovvero l’adozione di nuove tecnologie prima di aver messo in campo un programma o una strategia. C’è sempre stata la tendenza, comune alla CRM classica e alla Social CRM, di essere trattate come delle “tecnologie” e non come degli elementi strategici. E questo è semplicemente sbagliato. La CRM è sempre stata, in tutte le sue forme, una strategia di relazione con il cliente, prima finalizzata alla gestione, ora al coinvolgimento. Ciò che molte aziende pensano, è di poter risolvere la maggior parte dei propri problemi semplicemente implementando le proprie tecnologie o adottandone di nuove. La scelta della tecnologia da adottare, attualmente, è l’ultimo aspetto di una strategia di CRM, non il primo. Nonostante ciò, l’acquisizione e implementazione  di un software di CRM prima della definizione di una precisa strategia era, e continua a essere, l’errore più diffuso. Ed è anche la più diffusa causa del fallimento delle iniziative messe in atto in questo campo.

Come possono migliorare le aziende nell’utilizzo della CRM?
Ancora una volta, l’importante è avere un programma e una strategia in campo, comprendere i processi e le regole economiche che devono supportare ogni iniziativa. E saper sviluppare una cultura aziendale incline ad assorbire i cambiamenti che l’utilizzo della CRM implica, sia per quanto riguarda la comprensione del consumatore sia l’adozione di nuovi e adeguati software.

Quali sono i più importanti trend in fatto di CRM?
La Social CRM è il più importante trend nel mercato della CRM. Essa sta trasformando, e non semplicemente sostituendo, la CRM tradizionale. Nell’arco dei prossimi due anni, forse anche uno, questa tendenza si affermerà e rappresenterà “la” CRM, senza la necessità dell’aggettivo “social”. Perché diventerà il principale modo di praticare questa disciplina.
 
 
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