“Le
cose nuove”, un libro che parte da una riflessione, o meglio da
una convinzione: Internet, almeno allo stato attuale, è solo un
bambino promettente. E la vera innovazione deve ancora sorprenderci.
Lo scenario che si sta delinenando in termini di ricerche e
investimenti a livello mondiale è quello dell'Internet degli
oggetti, una sorta di realtà aumentata che collega la Rete alle
cose. 
Prodotti direttamente connessi alla supply chain, automobili che
prevengono i guasti, pubblicità di massa eppure personalizzata
ne sono solo alcuni esempi. La Rete è un luogo in continua
evoluzione, una specie di tessuto connettivo che sviluppa sempre di
più la capacità di mettere
in relazione punti distanti tra loro A fronte di ciò, il
marketing non può che attraversare una fase di cambiamento. Sta
già cambiando.
Per affrontare queste nuove sfide deve, allora, riuscire a sviluppare
un approccio incentrato su un’importante consapevolezza: quelle
che comunemente vengono definite interfacce, ovvero gli strumenti di
interazione con il consumatore, diventeranno globali.

Vale a dire che riguarderanno sempre di più le attività
di consumo nel loro complesso, fino a pervadere la realtà
fisica. Le nostre abitudini,
i modi di vivere e dunque i consumi si stanno trasformando in
profondità proprio sotto l'influenza delle nuove tecnologie. I
concetti e le cose rappresentate sul web punteranno gli uni verso le
altre. E in qualche modo si conosceranno. Si identificano, allora, tre
ambienti di sviluppo privilegiati dell’interfaccia: offering,
punti di vendita/canali e media. In questi contesti nascono
metodologie, si producono case history e si alimentano processi che
consentono di delineare un nuovo modo integrato di fare marketing nel
presente, ma con un occhio al futuro.
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